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SPIOGRAFIA

Sono una pianta erbacea, unica nel suo genere (fortunatamente) venuta su per caso nei pressi di qualche tomba etrusca, non tanto distante da Roma, il 13 luglio del 1972 o giù di lì.

Presento una radice avventizia, una laurea in Lettere con il massimo dei nodi alla Sapienza di Roma e un master in Copywriting al Politecnico di Milano, un fusto ciondolante, con biforcazioni ramose-bracciose-gambose e altezza che può raggiungere anche i due metri (al momento 1,84).

Pianta erbacea con radice a fittone

Foto di Danilo D'Egidi

Quando sono opportunamente irrigato (dal caso, dal vento, dalla pioggia acida o da qualche orticosa bellezza) divento autore estremamente versatile, portatile, fertile, vibratile, in una parola umbratile, come quando una improbabile dimensione epica si rovescia nel suo contrario prima di perdere qualsiasi capacità di definirsi.

Mi laureo discutendo teatralmente una tesi dal titolo caustico, onirico politico-foto-comunistico-clorofilliano: “Ombra e Sogno: George Orwell e il Comunismo Sovietico” e vengo invitato a partecipare a cicli di seminari sul Romanzo del ’900 tenuti dalla professorpianta in Storia dell’Europa Orientale, Maria Clara Castelli. In questi incontri mi occupo di illustrare e dare linfa al filone del romanzo distopico novecentesco di cui divento esperto e coltivatore diretto.

Con la casa editrice Il Filo, nel 2005, ho pubblicato il raccolto di racconti Supplizi, Supplì e Metempsicosi prima di bruciare ogni suo seme.

Genere di pianta spiantata e sradicata cresciuta in Italia, ho girato il mondo in lungo e il largo da ovest a est, nord, sud, sotto e sopra, cielo e terra: Perù, Brasile (quattro volte), Argentina, Canarie (che è Spagna ma per me no, due volte), Portogallo (tre volte), Marocco (tre volte), Spagna (almeno venti volte, ho perso il conto…), Francia (due volte), Irlanda (due volte), Irlanda del Nord, Inghilterra (quattro volte), Scozia, Olanda (due volte), Svizzera (tre volte), Germania (tre volte), Austria, Polonia (due volte), Estonia, Finlandia, Repubblica Ceca (tre volte), Slovacchia, Slovenia, Serbia (due volte), Croazia, Ungheria, Romania, Grecia, Egitto, Turchia, Cipro, Russia (due volte), Tanzania, Zanzibar (che è Tanzania ma per me no), India (due volte), Sri Lanka, Thailandia, Singapore, Cina, Giappone (tre volte). Al momento sono appoggiato su una particolare aiola di porcellana in stile Richard-Ginori nel quartiere di Ortica, Milano.

Inizio a innestare il teatro dentro di me nella compagnia teatrale “Odeidon” di Alessandro Molfese e poi frequentando la scuola teatrale “Centro Studi Enrico Maria Salerno”. Negli anni ho frequentato percorsi di perfezionamento con: Torgeir Wethal, Augusto Omolù e Jan Ferslev (Odin Teatret), Paolo Senor (Livres Como O Vento – Teatro dell’Oppresso), Janasanskriti (Centro di Teatro dell’Oppresso in India), Roberto Mazzini (Cooperativa Giolli – Teatro dell’Oppresso), Gigi Gherzi (Teatro degli Incontri).

Nel 2009 in seguito a un periodo di mancanza di linfa creativa nella piantagione culturale e compagnia teatrale: “Fattoria del Libero pensiero”.

Nel febbraio del 2010 realizzo presso la Fondazione Humaniter di Milano un corso di Memetica e Psicolinguistica e mette on-line il suo blog personale www.giuliovalentini.it

Come piantaturgo, regista in erba e vegetattore, ho realizzato alcuni spettacoli presenti nei circuiti del teatro di ricerca: “Come La Pioggia Cade Ridendo” (Premio RomaNatura 2010), “Confessioni di un Uomo Ponte Professionista” (Finalista Festival CortoTeatro di Ancona 2011), “Soggetti Interdentali” (presentato al Fringe Festival di Curitiba, Brasile nel 2012), “La Turba dei Geologi”, “Memorias de um Duplo” (spettacolo bilingue presentato al Fringe Festival di Curitiba, Brasile nel 2014). Nel gennaio 2013 con lo spettacolo “Il Prigioniero numero 13. I Tradimenti della Lingua e del Silenzio nelle prigioni siriane” di Faraj Beyraqdar, ho collaborato con il Comitato Siria Libera e con Amnesty International per denunciare la perdita di diritti civili in Siria. Nell’aprile del 2016 sono andato in scena con la raccolta di corti teatrali: “Pensavo Fosse Amore e invece avevi il Gatto”.

Nello stesso periodo mi sono dedicato a creare appuntamenti di incontro con altri attori e autori su particolari temi etici, sociali e politici: “Non Male per Una Donna – Storie di ordinaria discriminazione”, “Donne Che Bruciano Papi – Corti Teatrali Antimachisti” e “Tocando el Sur, musica e poesia lungo la latinoamericana“. Con la “Nave dei Folli” ho iniziato una collaborazione con l’Atelier Forte (www.atelierforte.com) dell’artista, architetto e designer italo-svedese Duilio Forte. Qui ho curato la regia, l’organizzazione e partecipato con miei corti teatrali, in diversi eventi organizzati utilizzando tutto il meraviglioso spazio dell’atelier come un unico palcoscenico.

Dal 2010 tengo corsi annuali di gioco-teatro per disabili presso la cooperativa Graffiti, ubicata nel quartiere barona di Milano.

Nel 2012 ho sentito la necessità di ricorrere alla musica per dare linfa alla “poesia inarticolata” che mi scorreva nelle vene e così, intorno a quello che viene definito “lo strumento musicale del XXI° secolo, s’inventa il primo festival musicale di strumenti curiosi detto: HandPan Festival (sito web www.handpanfestival.com). Nel 2017 si è svolta la sesta edizione.

Nel 2013 ho contribuito a semina (ideando nome e logo) e coltivazione del Festival letterario Janus Liber: partecipando poi con una performance teatrale su Valentino Borgia e conducendo alcune presentazioni di scrittori presenti (janusliber.wordpress.com). Nel 2017 si è svolta la terza edizione.

Nel 2014 vengo impollinato dal progetto “Teatri dal Nord”: un corso di teatro e scrittura creativa basato sui grandi classici della letteratura e del teatro nordici realizzato in collaborazione con la scuola di lingue nordiche The YESchool e con VIK – Associazione Culturale Nordica.

Ho collaborato come piantaturgo con il Núcleo Adega de Teatro e Teatro Lìquido alla realizzazione dello spettacolo “Ella – Lugar que Lleve Dentro”, spettacolo in lingua spagnola e portoghese che ha debuttato al Teatro La Vilella di Barcellona nel giugno 2014 e ha avuto poi diverse repliche in Brasile.

Dal 2015 ho realizzato short movie tra cui “Due Cuori e una Sottana”, Besame Mucho – Against the abandonment of animals, “Drum Drama” e “Daniel Zamudio” che si avvale del patrocinio della omonima Fondazione cilena, nella direzione di mantenere vivo il ricordo di un ragazzo vittima della barbarie e dell’omofobia.

Nel 2016 ho realizzato con il patrocinio dell’ANPI di Ortica (Milano) un percorso di teatro e scrittura creativa sul periodo della Resistenza.

Provo gusto ad uscire/farla fuori dal vaso sempre in cerca di nuove aiuole creative e non.

Si dice che prima o poi la pianterò.