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SULLE TRACCE DEL MAHABHARATA

Con Giulio Valentini.
Interventi sulla filosofia yoga e pratiche yoga di Andrea Biraghi. Con la partecipazione dell’indologa Carola Benedetto, autrice del libro “Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook”.

Il Mahabharata è il più grande poema epico dell’India ed è la più vasta opera letteraria al mondo: quasi 100.000 strofe, otto volte di più dell’Iliade e dell’Odissea messe assieme. Ma il Mahabharata è anche uno straordinario studio di relazioni, vicende e storie che hanno a che fare con l’umano in genere, nella sua universalità.
Il suo nucleo centrale è la Bhagavad-Gita (circa 700 strofe), il più celebre poema religioso dell’India, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo tra gli studiosi e i praticanti di yoga per il suo altissimo contenuto filosofico e spirituale.
Nella Bhagavad-Gita si narra del dilemma che sorge in Arjuna, l’eroe per eccellenza, quando vede schierati nelle due opposte fazioni i membri della sua stessa famiglia. L’eroe, nato per combattere, proprio quando deve dare l’inizio dell’epocale battaglia è infatti colto da sconforto nel dover affrontare parenti e maestri, e si interroga su quello che sia giusto fare… sul suo Dharma. A placare i suoi dubbi interviene Krishna in persona, discesa terrena del dio Vishnu, che gli impartirà quegli insegnamenti che hanno al centro lo YOGA DELL’AZIONE, cioè l’importanza per ogni individuo di svolgere con equanimità il proprio compito nella vita, unico e irripetibile per ciascuno, al fine di sostenere l’ordine del mondo.

Anche il teatro è azione e un attore deve prima di tutto agire e cioè fare azioni autentiche che siano esemplari. E un attore per essere autentico deve agire in conformità al proprio essere, come un cavaliere del momento presente e del presente in ogni momento, affinché le vicende eternamente umane che vengono rappresentate, avvengano sempre qui e ora in una continua eternità.

Seguendo la lettura che Peter Brook ha fatto del Mahabharata, proveremo a rimettere in scena il cosmo umano raccontato nell’opera attraverso una nuova rappresentazione finale senza regole, che non sarà semplice trasmissione di un pensiero, ma forma di conoscenza per empatia emotiva.

Le fasi di lavoro saranno:
1. Esercizi teatrali e yoga
2. Il Mahabharata: lo studio
3. Lavoro sui personaggi
4. Gli oggetti, il palco e il mondo
5. Messa in scena e spettacolo