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Pensavo fosse amore e invece avevi il gatto


PENSAVO FOSSE AMORE E INVECE AVEVI IL GATTO – E altri racconti di amore, odio, fusa, graffi e miagolii
L’uomo è ciò che mangia” sosteneva Ludwig Feuerbach, ma l’uomo e la donna sono anche e soprattutto ciò che sanno cucinare, dico io. L’amore è semplice atto di ingredienti, cucina e cottura: “sei cotto…” si è soliti affermare. E dunque l’unica strada per provare a capire di che pasta è fatto l’amore, è immergersi di tanto in tanto, a fuoco lento dentro una pentola piena di parole e musica. Una pentola a pressione con coperchio flessibile e una guarnizione in gomma appena sotto l’anima.

Di e con Giulio Valentini
Durata 60 minuti

Note di regia
L’idea di questo spettacolo nasce da due esigenze: da una parte unire vari corti teatrali di diverso genere con l’unico filo conduttore dell’amore; dall’altra mettere in evidenza come l’amore è spesso prima di tutto un viaggio alla scoperta di qualche elemento di se stessi che si manifesta solo e unicamente attraverso quell’incontro specifico, unico e mai casuale.

Andato in scena dal 2016:
- Ma’ Hidden Kitchen Supper Club, Milano
- Luna’s Torta, via Belfiore 50, Torino
- Salotto Pratelli, Gambara, Milano
- Atelier Forte, Via Corelli 34, Milano
- TAC teatro, via Ponte Nuovo, 51 Milano
- Lato B, viale Pasubio 13, Milano

Illustrazione di www.robertamaddalena.com