//
CORTI TEATRALI

L’accumulazione è una figura retorica affetta da obesità debordante dovuta ad alimentazione disordinata, nonchè figlia unica di Accumulatio e Accumulationis coppia di matrice incestuosa di epoca latina tarda, l’Accumulazione consiste nell’incollare, ordinatamente o caoticamente, parole senza alcun percorso logico o strutturale.

Dedita alla rottura di schemi e generi, ama narrare attraverso miscele di elementi tragici e lirici.

Così Calvino accumula caoticamente parole nel romanzo Il Cavaliere Inesistente: “Dovete compatire: si ragazze di campagna… fuor che funzioni religiose, tridui, novene, lavori dei campi, trebbiature, vendemmie, fustigazioni di servi, incesti, incendi, impiccagioni, invasioni d’eserciti, saccheggi, stupri, pestilenze, noi non s’è visto niente”.

I miei corti teatrali sono figli di questo figura/minestra retorica.